Le cose che stanno dietro
Dialoghi allo specchio
samedi 26 mai 2012
Attentamente
Uno: comprare dei libri perchè hanno una bella copertina
Due: lasciar terminare relazioni che si sono consumate nel silenzio
Tre: mangiare mozzarella e maionese
Quattro: suonare i citofoni di notte
Cinque: fare regali fuori dalle occasioni ufficiali
Sei: essere scostante con persone che mi irritano (forse collegato al punto due)
Sette: bere il caffè all'americana (o alla francese) che è lo stesso ma fa più fine
Otto: prestare libri di cui non mi frega niente
Nove: rubare alla Coop
Dieci: fare elenchi di cose che farò
vendredi 25 mai 2012
Distrattamente
Ovvero: cose che non farò più.
Uno: comprare un giornale (qualsiasi) in edicola
Due: rammendare relazioni che si sono consumate nel silenzio
Tre: mangiare il fegato alla veneziana
Quattro: suonare il pianoforte
Cinque: fare regali di matrimonio
Sei: essere accomodante con persone che mi irritano (forse collegato al punto due)
Sette: rovesciare il caffè sulla tastiera del Pc
Otto: prestare libri a cui tengo
Nove: rubare bicchieri nei ristoranti
Dieci: fare elenchi di cose che non farò
mercredi 23 mai 2012
La Mazurka del neo-sindaco
Nei corridoi di Palazzo Tursi, già si parla di qualche coltellata nella schiena al nuovo sindaco, che appena insediato dovrà accontentare lo schieramento avversario, solo per ottenere consensi e governabilità; i tiratori franchi già si sfregano le mani, in attesa che il pulcino, faccia qualche passo falso, andando a pigolare dove non deve. Un'ingenuità che prima o poi commetterà grazie alla sua poca esperienza maturata nelle stanze della politica comunale; e se non lui, qualche suo adepto, che passerà allo spiedo non tanto per punire la scorrettezza, ma per il gusto di fare opposizione giocando le carte peggiori. Con buona pace dell'interesse dei cittadini, e del nuovo buco di bilancio della sanità locale, che sarà sanato con tagli ai servizi e svendita del patrimonio edilizio delle AsL. Mentre la cronica spesa eccedente del trasporto pubblico, vedrà la soppressione delle corse e delle linee periferiche verso l'entroterra, e via così, in una continua spirale involutiva, dove anzichè ricercare gli sprechi e controllare i costi esorbitanti e gonfiati degli appalti, si rincorre l'economia del pidocchio e dell'anello debole. Alla fine ci saranno sempre i dirigenti coi loro stipendi d'oro e nessun operaio. Costose strutture di rappresentanza, ma niente carta igienica nelle scuole.
Ossimori del concetto di risparmio. Così come sta accadendo al teatro comunale, soffocato dal partitismo, clientelare ed incompetente, che trasforma in merda quello che tocca.
Trovo che anche questa sia una forma di mafia, subdola e mascherata, l'incompetenza in malafede ... se invece di fare tante parole, e dire frasi d'effetto ai cittadini, le istituzioni si guardassero un pò.
Ma lo spettacolo deve continuare ... il balletto dei nuovi assessori è appena iniziato ...
lundi 21 mai 2012
Troppe cravatte sbagliate
Questa notizia (click), mi fa riflettere, perchè la società americana è talmente permeata di perbenismo da far nausea. E noi, occidentali ne siamo la diretta discendenza, almeno da dopo che ci hanno liberato dal nazifascismo. Ora potrei partire con un pippone sulle conseguenze della diittatura americana sulla DC degli anni '80, ma servirebbero solo a rodersi il fegato, e motivi per farlo ne ho già abbastanza. Invece resto superficiale, volutamente, quindi ... se avessi un patrimonio stimato in 17,5 miliardi di dollari ... non sarei qui a scrivere ed ecco ... a WallStreet ci andrei anche senza le mutande.
Comunque ... a ben guardare, con occhio attento ed allenato, potrei anche affermare che il carattere delle persone si vede dalla cravatta. La scelta del disegno, del colore, il tipo di nodo, l'abbinamento ...
Quando sei in un ufficio, la cravatta istituisce subito una gerarchia piramidale, tra IL capo e gli altri. Chi porta la cravatta spesso la esibisce come una bandiera, per questo certe cravatte sono vistose, mentre altre volutamente assurde (vedasi cravatte rosa e fluo).
La cravatta non mi piace.
Questo mi son detto mentre osservavo gli impiegati che vanno al lavoro. Fastidio ... la stessa sensazione che avevo quando alle elementari la maestra ci riprendeva perchè avevamo il fiocco del grembiule slacciato. Fa disordine, diceva, e poco importava se poi avevi un quaderno con 'le orecchie' e mille sbavature di stilo sulle mani. Figurarsi che ci avevo perfino scritto sopra W genoa .... in quarta lo fermai con della colla e fine ... fiocco che peraltro conservo ancora da qualche parte.
Comunque ... a ben guardare, con occhio attento ed allenato, potrei anche affermare che il carattere delle persone si vede dalla cravatta. La scelta del disegno, del colore, il tipo di nodo, l'abbinamento ...
Quando sei in un ufficio, la cravatta istituisce subito una gerarchia piramidale, tra IL capo e gli altri. Chi porta la cravatta spesso la esibisce come una bandiera, per questo certe cravatte sono vistose, mentre altre volutamente assurde (vedasi cravatte rosa e fluo).
La cravatta non mi piace.
Questo mi son detto mentre osservavo gli impiegati che vanno al lavoro. Fastidio ... la stessa sensazione che avevo quando alle elementari la maestra ci riprendeva perchè avevamo il fiocco del grembiule slacciato. Fa disordine, diceva, e poco importava se poi avevi un quaderno con 'le orecchie' e mille sbavature di stilo sulle mani. Figurarsi che ci avevo perfino scritto sopra W genoa .... in quarta lo fermai con della colla e fine ... fiocco che peraltro conservo ancora da qualche parte.
Trovo che ormai la cravatta sia il simbolo di un modo di pensare desueto e anacronistico, un pò come le parrucche incipriate dell'ancien regime, un tesserino che apre le porte ad un mondo di perbenistici pensieri e tacite imposizioni. E forse non è un caso che Zuckerberg la sfanghi con tanta nonchalance. Qindi qui e ora affermo che - Chi sceglie la cravatta, nonostante tutto, è un mediocre.
E poi ci sono cose del tipo: ti presenti in giacca e cravatta e ti danno del LEI, arrivi con una camicia e un maglione e ti danno del TU. Questa considerazione è basata su fatti accaduti, e spesso mi sono chiesto quali meccanismi mentali-comportamentali intervengono per far si che - l'abito faccia il monaco - nonostante il proverbio? uno scippatore in giacca e cravatta sarebbe più abile/scusabile di uno con felpa e cappuccio? Dai.
E poi ci sono cose del tipo: ti presenti in giacca e cravatta e ti danno del LEI, arrivi con una camicia e un maglione e ti danno del TU. Questa considerazione è basata su fatti accaduti, e spesso mi sono chiesto quali meccanismi mentali-comportamentali intervengono per far si che - l'abito faccia il monaco - nonostante il proverbio? uno scippatore in giacca e cravatta sarebbe più abile/scusabile di uno con felpa e cappuccio? Dai.
Può un sottile pezzo di stoffa colorata fare la differenza e permettere ad una persona di lavorare meglio, con competenza e professionalità, rispetto ad un'altra con una semplice polo firmata?
Ovvio che no. Ma una quota anche abbastanza elevata di persone pensa che questo sia possibile, se non auspicabile, e che la cravatta sia una sorta di cintura di judo, che distingue il valore di chi la porta.
Ovvio che no. Ma una quota anche abbastanza elevata di persone pensa che questo sia possibile, se non auspicabile, e che la cravatta sia una sorta di cintura di judo, che distingue il valore di chi la porta.
Però devo dire che l'altro giorno, vedere un'impiegato della posta con addosso una tuta da ginnastica mi ha lasciato un pò perplesso. Certamente si lavorerà comodi ... ma si metta almeno una cravatta, mi son detto.
Insomma questa questione dell'abito è un ginepraio. Meglio le tute e le divise da lavoro? Meglio uniformati e vestiti in stile azienda, oppure liberi tutti? Nel dubbio c'è chi legifera anche sulla cravatta soltanto, e pretende di poter stabilire un codice, tipo le bandierine del granPavese ...
Insomma questa questione dell'abito è un ginepraio. Meglio le tute e le divise da lavoro? Meglio uniformati e vestiti in stile azienda, oppure liberi tutti? Nel dubbio c'è chi legifera anche sulla cravatta soltanto, e pretende di poter stabilire un codice, tipo le bandierine del granPavese ...
Per recarsi in ufficio, la cravatta di tutti i giorni deve adattarsi allo stile dell’azienda.
Negli ambiti commerciali o creativi, una cravatta colorata sarà consigliata (tinte vive per la vendita – toni viola per la pubblicità).
I mondi della finanza e della giurisprudenza preferiscono l’eleganza e la signorilità. Una cravatta sobria in seta passe-partout sarà ovviamente la benvenuta, così come una cravatta tono su tono che si accorderà con il colore della camicia.
Per un appuntamento d’affari la cravatta è il simbolo dell’immagine dell’azienda; in generale, per un qualsiasi appuntamento, la cravatta riflette la vostra personalità.
Per le grandi feste di famiglia, come i matrimoni, i battesimi, le comunioni, gli anniversari di matrimonio, ecc., la cravatta potrà spostarsi su dei registri leggermente diversi, sia in termini di colori che di motivi. Sono tuttavia consigliati dei colori chiari.
Per le feste più mondane, la cravatta dovrà adattarsi allo stile presunto degli ospiti del giorno. Una cravatta bianca potrà così essere portata se siete alla ricerca di un’eleganza estrema.
dimanche 20 mai 2012
... e liberaci dal male
Attentati, terremoti, e poi che altro? a si, anche il governo tecnico, pare sia stata l'ottava piaga d'Egitto, ma un decreto legge del Faraone l'ha depenalizzato e cancellato dalle cronache. A suo posto furono inserite le cavallette, che erano biocompatibili. Un tempo c'erano i sovrani illuminati e le monarchie costituzionali, oggi le dittature bancarie. Qual'è la differenza? nessuna, non importa come vengono chiamate, perchè l'effetto è sempre lo stesso, i cittadini diventano sudditi, lavorano per pagare tasse che superano il 50% dei loro profitti e perdono progressivamente quei diritti che un qualche scellerato governo precedente, gli aveva concesso per accapararsi qualche voto di scambio. In tutto questo, uno si aspetterebbe l'intervento di una qualche entità divina, o chessò un'autorità etica, tipo una setta religiosa ispirata a valori di uguaglianza, ma poi si scopre a ben guardare che anche in campo spirituale in Italia vige il monopolio, quindi se non sapete a che santo votarvi e a chi devolvere l'otto per mille, datelo alla Chiesa Cattolica, che è così ben inserita nei sistema da avere una banca tutta sua, lo IOR, (prima di leggere sedetevi e recitate tre AveMaria) e partecipazioni azionarie in quelle degli altri con un giro d'affari (rigorosamente esentasse) che consente ai suoi adepti di predicare bene e razzolare male. Insomma un: fai quello che ti dico, non fare quello che faccio.
Il fatto che sempre più persone si rendano conto che la via percorsa non è quella giusta, già ... ma quella giusta per chi?
Tralasciando il fatto che anche il concetto di giusto possa essere opinabile, allora dico: razionale - corretto, anche qui siamo nel campo soggettivo? un pò si. Allora diciamo che uno Stato, per chiamarsi tale dovrebbe fare l'interesse dei più, insomma è un concetto democratico, o no? potere al popolo, lo dicevano i greci, quelli antichi che l'avevano scoperto. Quelli di oggi, scontano le nefandezze di questa scoperta, e sono dipinti come fannulloni e fancazzisti, anche se si sono rotti le balle della Comunità Europea, e forse anche a ragione, perchè a parte la comodità di poter girare per tutta Europa con gli stessi spiccioli, non ha fatto altro.
Ora tutta questa premessa per sputare un pò di veleno sull'ennesimo attentato, per come la stampa di regime lo sta macinando, con il solito collaudato sistema delle mezze verità.
Nelle mille elucubrazioni dell'ora nessuno e dico nessuno si porrà la domanda di scoprire le tre cose fondamentali:
A) Gli esecutori
B) I mandanti
B) I mandanti
C) Il motivo dell'attentato
Rispondere ad una sola di queste domande non serve, è condizione necessaria, ma non sufficiente. E siccome in tutti gli attentati accaduti in Italia, si sono spesso trovate risposte parziali e dove non si sapeva (o non si voleva/doveva) rispondere si è taciuto, insabbiato, mentito, deviato ... io sono certo che anche in questo caso, la morte di Melissa, cadrà nell'oblio e resteranno senza risposte le domande B e C. Certo prima tutti si indigneranno, abbiamo un sacco di anniversari e ricorrenze da qui alla prescrizione, tutti sfileranno, faranno promesse da politico e da marinaio, si impegneranno e si gonfieranno le gote di parole vuote, e poi lentamente, piano piano, qualcuno perderà un fascicolo, qualcun'altro una prova indiziaria ... e finirà che Melissa, le sue speranze, i suoi sogni saranno calpestati un'altra volta. Come lo sono stati i sogni di Falcone e Borsellino e di tutti coloro che credevano nell'utopia di uno Stato, fatto da e per i cittadini e non in mano a faccendieri senza scrupoli. E quella fiducia sincera e smisurata nel futuro, nella democrazia, nel potere al popolo, saranno una leggenda da raccontare mentre fuori arrivano le cavallette.
samedi 19 mai 2012
Sono nato nel paese sbagliato
Posso affermare, anche con una discreta sicurezza che ... SI !!! sono nato nel paese sbagliato; perchè non è possibile che mi dia così fastidio chi fa il furbo, e tutta quella miriade di comportamenti lesivi del buon vivere civile, se non anche di qualche legge o regolamento. Diciamolo, l'italiano è programmato per eludere, se non infrangere qualsiasi dictat per trarne vantaggio. Ovviamente il bene comune e tutto ciò che ne consegue gli risultano concetti astratti. In questo panorama si inserisce la legge, il governo, lo stato e le autorità competenti, che permeate esse stesse di tale filosofia combattono, assolvono, tollerano, aggiustano, chiudono un occhio, ne chiudono due, e poi intascano denaro, favori, voti, in un'escalation di corruzione palese e sommersa che tocca tutti i livelli.
Insomma una grande commedia alla - Pim Pum volemose bene.
L'inizio di questo sospetto, ossia del fatto che qualcosa nella mia testa non funziona come per il resto del paese, mi era venuto al tempo di una discussione con il mio collega Armando, lui ... 66enne in pensione, ma che continuava a lavorare incastrando la giornata tra caffè e giornale, ed io ... 30enne precario, con tanta buona volontà nelle tasche. Eravamo nelle scale dell'ufficio e lui se ne usci con la massima che aveva governato la sua vita in azienda e probabilmente avrebbe voluto scolpirla nel marmo
- io inculo gli altri, prima che gli altri inculino me -
Ora a me, giocare a incularello non mi piaceva per niente e provai il fortissimo desiderio di dargli una pedata sui reni affinchè arrivasse al primo piano prima di finire di epigrafare la frase. Non lo feci, più per rispetto verso la ditta di pulizie che altro. Ma la cosa sconvolgente era che molti, se non tutti, erano d'accordo con lui, soprattutto quelli della sua generazione. Gli altri tolleravano.
E già lì avrei dovuto capire qual'è la filosofia di vita non solo aziendale, ma di questo paese tutto.
Molti anni dopo, e molti fatti dopo, e anche oggi, semmai ce ne sia bisogno, ogni notizia, avvenimento, constatazione, non fa che sottolineare e confermare quell'impressione ... Lusi, Belsito, manipulite e compagnia ... insomma Armando aveva ragione.
Da questo scaturisce un senso di fastidio e un sospetto costante su tutto e tutti. Perchè è chiaro che è l'intero sistema paese fondato su questa logica, a cominciare dai vertici per scendere giù sino alla base della piramide, d'altronde se ci sono parlamentari disposti ad affermare che la mafia è un concetto astratto e non esiste, che ti vuoi aspettare?
Che è un pò come vivere in quei film di spionaggio, dove l'assassino è perennemente in agguato e ci sono pericoli e microspie dappertutto. Ogni angolo un agguato.
Con questo copione alla 007 forEver, io ed alcuni vicini scopriamo che la ditta che cura la manutenzione dell'impianto ascensore, ha emesso una fattura per un lavoro che non ha mai eseguito. Che uno dice, si son sbagliati, e io dico, possibile, ma sono comunque ottocento ottanta euro di fattura ... mica caramelle.
Che poi a pensarci uno dice: vedi un pò che tutti, ma proprio tutti, si sbagliano a loro vantaggio.
Per un lavoro mai fatto, per giunta. Allora chiamiamo il titolare della ditta, lo convochiamo nel condominio, e gli diciamo: quello è l'ascensore, puoi per favore farci vedere il lavoro? dov'è? spiega, spiegacelo ...
Lui pattina un pò sul ghiaccio e poi nel delirio di parole che borbotta dice, che bhe si insomma, è un lavoro che non si vede, perchè non è proprio un lavoro è una registrazione delle guide, che però ... si non avevano problemi, ma erano fuori asse ... e nella fattura la causale non è corretta, e bla bla ...
Alchè dico, se non avevano problemi, quindi non causavano malfunzionamenti, come facevano ad essere fuoriasse? cosa che presuppone il riportarle in asse? ... e poi, si è mai vista una fattura che descrive un lavoro non eseguito?
Per farla breve, dopo un'ora di sopralluogo ci propone lo storno di parte della fattura e magari una pulita ai vetri dell'impianto.
A quel punto la mia pazienza era in riserva e mi sono sentito autorizzato di dirgli: guardi a me della pulizia dei vetri per ottocento ottanta euro non me ne frega un cazzo, li preferisco sporchi.
Ci restituisca i soldi!
Ora lo so che non bisogna essere venali e che c'è crisi e le ditte sono in difficoltà e che la VispaTeresa avea tra l'erbetta ... etc etc.
Però siccome alla fine il buon Armando forse forse aveva anche ragione, io lunedì mi recherò presso la più vicina caserma della Guardia di Finanza e depositerò una denuncia per emissione di falsa fatturazione ... e vaffanculo, lui, l'Armando e la VispaTeresa.
Insomma una grande commedia alla - Pim Pum volemose bene.
L'inizio di questo sospetto, ossia del fatto che qualcosa nella mia testa non funziona come per il resto del paese, mi era venuto al tempo di una discussione con il mio collega Armando, lui ... 66enne in pensione, ma che continuava a lavorare incastrando la giornata tra caffè e giornale, ed io ... 30enne precario, con tanta buona volontà nelle tasche. Eravamo nelle scale dell'ufficio e lui se ne usci con la massima che aveva governato la sua vita in azienda e probabilmente avrebbe voluto scolpirla nel marmo
- io inculo gli altri, prima che gli altri inculino me -
Ora a me, giocare a incularello non mi piaceva per niente e provai il fortissimo desiderio di dargli una pedata sui reni affinchè arrivasse al primo piano prima di finire di epigrafare la frase. Non lo feci, più per rispetto verso la ditta di pulizie che altro. Ma la cosa sconvolgente era che molti, se non tutti, erano d'accordo con lui, soprattutto quelli della sua generazione. Gli altri tolleravano.
E già lì avrei dovuto capire qual'è la filosofia di vita non solo aziendale, ma di questo paese tutto.
Molti anni dopo, e molti fatti dopo, e anche oggi, semmai ce ne sia bisogno, ogni notizia, avvenimento, constatazione, non fa che sottolineare e confermare quell'impressione ... Lusi, Belsito, manipulite e compagnia ... insomma Armando aveva ragione.
Da questo scaturisce un senso di fastidio e un sospetto costante su tutto e tutti. Perchè è chiaro che è l'intero sistema paese fondato su questa logica, a cominciare dai vertici per scendere giù sino alla base della piramide, d'altronde se ci sono parlamentari disposti ad affermare che la mafia è un concetto astratto e non esiste, che ti vuoi aspettare?
Che è un pò come vivere in quei film di spionaggio, dove l'assassino è perennemente in agguato e ci sono pericoli e microspie dappertutto. Ogni angolo un agguato.
Con questo copione alla 007 forEver, io ed alcuni vicini scopriamo che la ditta che cura la manutenzione dell'impianto ascensore, ha emesso una fattura per un lavoro che non ha mai eseguito. Che uno dice, si son sbagliati, e io dico, possibile, ma sono comunque ottocento ottanta euro di fattura ... mica caramelle.
Che poi a pensarci uno dice: vedi un pò che tutti, ma proprio tutti, si sbagliano a loro vantaggio.
Per un lavoro mai fatto, per giunta. Allora chiamiamo il titolare della ditta, lo convochiamo nel condominio, e gli diciamo: quello è l'ascensore, puoi per favore farci vedere il lavoro? dov'è? spiega, spiegacelo ...
Lui pattina un pò sul ghiaccio e poi nel delirio di parole che borbotta dice, che bhe si insomma, è un lavoro che non si vede, perchè non è proprio un lavoro è una registrazione delle guide, che però ... si non avevano problemi, ma erano fuori asse ... e nella fattura la causale non è corretta, e bla bla ...
Alchè dico, se non avevano problemi, quindi non causavano malfunzionamenti, come facevano ad essere fuoriasse? cosa che presuppone il riportarle in asse? ... e poi, si è mai vista una fattura che descrive un lavoro non eseguito?
Per farla breve, dopo un'ora di sopralluogo ci propone lo storno di parte della fattura e magari una pulita ai vetri dell'impianto.
A quel punto la mia pazienza era in riserva e mi sono sentito autorizzato di dirgli: guardi a me della pulizia dei vetri per ottocento ottanta euro non me ne frega un cazzo, li preferisco sporchi.
Ci restituisca i soldi!
Ora lo so che non bisogna essere venali e che c'è crisi e le ditte sono in difficoltà e che la VispaTeresa avea tra l'erbetta ... etc etc.
Però siccome alla fine il buon Armando forse forse aveva anche ragione, io lunedì mi recherò presso la più vicina caserma della Guardia di Finanza e depositerò una denuncia per emissione di falsa fatturazione ... e vaffanculo, lui, l'Armando e la VispaTeresa.
vendredi 18 mai 2012
SpaccaGenova ... che spacca
L'altra sera, mentre attraversavo il centro, mi imbatto nel bar della piazza ... quella piazza quieta su cui affaccia il palazzo in cui, per caso, nel 1404 naque LeonBattista, che fu un genio dell'architettura, ma per esserlo dovette emigrare. Il palazzo fu anche sede del Partito Socialista, quando ancora il socialismo era il partito del popolo ed il suo segretario non rubava le fontane davanti al Castello Sforzesco di Milano. Mentre riflettevo su tutto questo e molto altro ancora, noto che il piccolo bar è stracolmo di sudamericani, che bevono birra, parlano a voce alta ed ascoltano musica sudamericana a volume impossibile. Non posso fare a meno di pensare: che palle questi qui ...
E poi mi chiedo: ma che palle in quanto rumorosi o che palle in quanto - vediquestichesisonofattinovemilachilometripervenirequiacagarmiilcazzoconlaloromusica?
Mi da fastidio che ruttino, si comportino come audiolesi e a fine serata lascino un cimitero di bottiglie vuote e piscio oppure ... mi danno fastidio perchè sono extracomunitari a prescindere da quello che fanno, fosse anche una briscola?
Il pensiero successivo a questo punto è: votare Rixi al ballottaggio, sperando che anche lui come il sindaco di Brescia emani un'ordinanza per cui sia vietato, sul sacro suolo della Repubblica di Genova, parlare lingue straniere, pena una multa o l'espulsione. Che ruttare in genovese è tutta un'altra cosa. E chi se ne fotte dell'articolo 21 della Costituzione Italiana, che dice qualcosa tipo - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. (ma in italiano), mica in arabo o in spagnolo che poi non capisco quello che dicono. Quindi anche fosse un'assembramento di turisti svizzeri che si sono persi nei vicoli, e si sa quanto sia inascoltabile l'idioma elvetico, fuori, ESPULSI.
Il pensiero ancora successivo è: ma non sarà che mi metto nei panni di chi abita qui e magari non ha voglia di sparare petardi tutte le sere e vorrebbe quietare e chessò magari anche dormire?
Nel dubbio trovo che il nome SpaccaGenova Live sia molto azzeccato, perchè il casino attira le persone, ballare fa venir sete e il commercio se ne giova ... e poi si sa in tempi di crisi ben venga tutto quello che serve a far soldi.
E poi mi chiedo: ma che palle in quanto rumorosi o che palle in quanto - vediquestichesisonofattinovemilachilometripervenirequiacagarmiilcazzoconlaloromusica?
Mi da fastidio che ruttino, si comportino come audiolesi e a fine serata lascino un cimitero di bottiglie vuote e piscio oppure ... mi danno fastidio perchè sono extracomunitari a prescindere da quello che fanno, fosse anche una briscola?
Il pensiero successivo a questo punto è: votare Rixi al ballottaggio, sperando che anche lui come il sindaco di Brescia emani un'ordinanza per cui sia vietato, sul sacro suolo della Repubblica di Genova, parlare lingue straniere, pena una multa o l'espulsione. Che ruttare in genovese è tutta un'altra cosa. E chi se ne fotte dell'articolo 21 della Costituzione Italiana, che dice qualcosa tipo - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. (ma in italiano), mica in arabo o in spagnolo che poi non capisco quello che dicono. Quindi anche fosse un'assembramento di turisti svizzeri che si sono persi nei vicoli, e si sa quanto sia inascoltabile l'idioma elvetico, fuori, ESPULSI.
Il pensiero ancora successivo è: ma non sarà che mi metto nei panni di chi abita qui e magari non ha voglia di sparare petardi tutte le sere e vorrebbe quietare e chessò magari anche dormire?
Nel dubbio trovo che il nome SpaccaGenova Live sia molto azzeccato, perchè il casino attira le persone, ballare fa venir sete e il commercio se ne giova ... e poi si sa in tempi di crisi ben venga tutto quello che serve a far soldi.
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